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RIVENDITORE CONTINENTAL

Anche per il 2021 saremo rivenditori CONTINENTAL

L’esperienza ultracentenaria nello sviluppo e nella produzione di pneumatici per biciclette, ha fatto di Continental un punto di riferimento in questo settore.

Continental è l’unico produttore tedesco di pneumatici per biciclette a realizzare i propri prodotti in Germania. Questo rappresenta un forte incentivo per i nostri ingegneri e tutti coloro che sono coinvolti nel processo produttivo, per ambire sempre di più all’innovazione continua.

Nel nostro centro tecnologico e di sviluppo a Korbach, progettiamo costantemente nuove tecnologie rivoluzionarie come l’eccezionale mescola Black Chili e l’ultimissima tecnologia Vectran™ anti foratura, entrambe utilizzate nelle competizioni sportive più importanti.

Queste tecnologie richiedono l’implementazione di processi sofisticati per assicurare un prodotto finito di massima qualità e queste innovazioni (come la tecnologia RaceSport per pneumatici da mountain bike e la tecnologia ProTection) possono essere realizzate solo nel nostro stabilimento in Germania: “Handmade in Germany”, fatti a mano in Germania.

Stabiliamo un dialogo costante con i ciclisti professionisti,  dilettanti e amatori, per offrire sempre il migliore pneumatico per qualsiasi applicazione.

In quanto player mondiale, Continental possiede impianti produttivi tecnologicamente avanzati anche fuori dalla Germania, dove i nostri pneumatici vengono prodotti con il medesimo livello di cura e attenzione. La caratteristica che accomuna tutti i pneumatici Continental è quella di essere stati progettati nello stabilimento di Korbach, dove vengono costantemente eseguiti rigidi controlli.

Il nostro cuore e la nostra anima sono racchiusi nella nostra affermazione “Handmade in Germany”, con tutti i prodotti e le tecnologie. Buon divertimento con i pneumatici Continental! La nostra squadra lavora sodo per voi!

scopri tutta la linea Corsa, Mtb e Gravel disponibile in negozio

https://bernardi.zizera.com/IT/it/BRN-Bike-Parts-Catalogo-2021-ITA/pages/349

TEST – Bh Ultralight Disc

Uno degli obbiettivi principali è stato ottimizzare ogni singolo watt espresso dal ciclista in ogni situazione, ed è questo miglioramento in termini di watt che esalta la differenza con la concorrenza.

Telaio Ultraleggero, essenziale, reattivo e sensibile allo stesso tempo, destinato a chi cerca il massimo della prestazione, tutto questo è il nuovo telaio della casa BH BIKES.

Nuovo modello 2021, ottimizzate le forme dei tubi, mantenendo la leggerezza.

Solo 750 grammi ed uno dei migliori rapporti rigidità/peso al momento sul mercato.

Altra novità del telaio è la nuova chiusura del canotto sella, con il sistema integrato che aumenta la rigidità, ma sopratutto aumenta gli standard di bellezza e aereodinamica.

Dotato di movimento centrale BB386, tipico di BH, che dona rigidità, salvaguardando l’aumento di peso.

Abbiamo un triangolo posteriore formato da un unico pezzo, con un aumento esponenziale della reattività, e minimizzando le forze coinvolte nella frenata a disco, sopratutto in situazioni estreme.

L’integrazione è tutto in questa bici super performante, con il sistema ACR il cablaggio è interno al 100%, l’estetica corre di pari passo con l’aerodinamica, ed anche nelle ruote si può notare la rifinitura delle chiusure del perno passante, un 12mm che fornisce rigidità e sicurezza allo stesso modo, ma anche comodità, non c’è bisogno di nessun attrezzo per smontare le ruote.

Possiamo definire questa bici un capolavoro in tutto, design, confort, prestazione e sopratutto leggerezza cosa si vuole di più ??

in queste foto la versione è la 8.5, che monta :

ULTEGRA DI2 HYDRA

ATTACCO-MANUBRIO EVO Monocoque ACR

GUARNITURA FSA SLK 52/36

RUOTE EVO 38 DISC V3

SELLA PROLOGO DIMENSION

prezzo di listino a partire da 5.499€

Zavattini Marco

Cicloturismo Foggia – Percorso Fg – Santuario di Stignano – San Marco in Lamis e ritorno

In un sabato di pandemia ho voluto rifare un giro che da tanto tempo non facevo, un giro che mi affascina molto per via del percorso.

Partito con l’odore della primavera sulla strada ho iniziato a pedalare verso Arpinova, dopo 23 chilometri ho girato per Rignano Garganico, percorrendo 5 chilometri odiosi per via del manto stradale, mai messa una toppa su quella strada.

Dall’inizio della salita di Rignano bisogna proseguire dritto ancora per 10 chilometri, fino ad arrivare al bivio con tutte le indicazioni, noi dobbiamo proseguire per San Marco in Lamis, a quel punto inizia la salita. Abbiamo già percorso 40 chilometri.

Una salita di 10 chilometri fino al centro abitato ma che si allunga di ancora 5 andando fino a Borgo Celano per poi proseguire in discesa.

Salita che si divide in tre settori, il primo senza una curva si sale e non scende mai sotto il 6%, secondo tratto fatto da dei sali scendi anche veloci e strappi duri, fino ad arrivare al santuario della Madonna di Stignano e poco più avanti la piccola cappella delle “Anime del Purgatorio” da fermarsi e sopratutto leggere la storia, e per chi è credente ci sta anche una bella preghiera o magari una bella riflessione.

Da li in poi inizia il terzo tratto, forse quello più bello, una serie di tornanti e curve che ti portano nel centro abitato di San Marco, la salita non è finita, per uscire fuori dal paese bisogna ancora spingere sui pedali su dislivelli del 7 / 8 %, per più di 5 chilometri, direzione Borgo Celano e parco dei dinosauri.

Finalmente per i prossimi 13 chilometri potrete rilassarvi un pò e godervi questa stupenda discesa, arrivati giù al bivio il grande è stato fatto, ancora 20 chilometri e siete ritornati a Foggia, il finale non è difficile se non c’è vento e se vi è rimasta un pò di energia.

Un percorso che può sembrare facile, 85km con un dislivello di +750mt ma bisogna dosare bene le forze il ritorno è molto spesso ventilato perché tutto aperto, e nel periodo estivo il caldo afoso può essere un nemico visto che non c’è acqua per gli ultimi 33km quindi fate un buon rifornimento a Borgo Celano e in discesa pedalate leggeri così da conservare la gamba.

Buona pedalata

Vi allego il link del percorso

https://it.wikiloc.com/percorsi-gravel-bike/cicloturismo-foggia-percorso-fg-santuario-di-stignano-san-marco-in-lamis-e-ritorno-68839848

IL MONDO DELLA GRAVEL

Vi premetto che quest’articolo sarà il primo di una lunga serie, parleremo di un nuovo “mondo”

Il modo della bici GRAVEL.

Inizio col dirvi che il sottoscritto è rimasto praticamente avvolto in questo nuovo modo di pedalare, la libertà che vi dà è indescrivibile, forse, è mi spingo un pò oltre,

La vera essenza del ciclismo

Nata qualche anno fà, una questione di marcheting o magari un aumento del cicloturismo, posso dirvi che sta avendo una crescita esponenziale.

Usata da tutti, uomini, donne, cicloamatori ed anche qualche prof, può sostituire tranquillamente la bici da sterrato, da città o perché no la bici da corsa.

Chiarisco che per me ogni settore deve avere la sua bici, quindi lo scopo di questa mia prova è stato quello di capire bene in che settore porre la bici da Gravel.

In questo periodo ho provato diversi assetti, diversi terreni ed anche diverse posizioni.

Cercherò, scrivendo, di trasmettervi quante più sensazioni possibili, e spiegandovi un pò tutto quello che ho scoperto in questo periodo di prove.

La mia GRAVEL è una BH GRAVEL X con telaio in carbonio e cambio elettronico 11v Shiamano, una vera perla del marchio.

Grigia con  brillantini e delle rifiniture rosso-amarando metalizzate, unica nel suo genere e sopratutto molto definita nei particolari.

Il primo test è stato con gomme da 32mm, un battistrada misto asfalto/terra e camere d’aria.

Ho percorso 50 chilometri di asfalto, ma ho deciso di prendere qualche tratto dove le condizioni del manto erano un pò rovinate, ottima scorrevolezza in tutte le occasioni, ed una buona pedalata anche in salita, il monocorona si difende molto bene, ho affrontato una salita di due km, con pendenze che arrivano anche al 13% e ho risentito meno che con la bici stradale.

Per tornare ho preso una strada di sali scendi per lo più in discesa e pedalando ho capito che superando i 50km/h la bici ha come un blocco, ma per via del rapporto.

Anteriore monta una corona da 40 denti, nel posteriore 11/42, da stradista il primo upgrade da fare sarà montare una doppia corona, magari un 36/52 e lasciare dietro lo stesso rapporto.

Una cosa che mi ha gasato molto è l’uso del GPS Garmin dai tasti dello Shimano, il Di2 monta di serie o come optional un sensore per il collegamento Bluetooth, io l’ho trovato già di serie.

Rientrato dall’uscita posso dire di essere soddisfatto di questa bici, ho pedalato senza stress, senza tanto guardare la strada come succede di solito con le bici da corsa, ma sopratutto ho carpito che è molto comoda anche più di una bici endurance.

Il secondo test inizia con la sostituzione dei pneumatici, ho montato dei Continental TERRA TRAIL da 35mm Tubless, il mio intento è quello di provarla sulla terra, così il primo pomeriggio libero e con il sole mi avvio verso il santuario dell’Incoronata, attrevrsandi il Reggio tratturo.

Copertoni morbidi, molto confortevoli, nella prima parte del giro rispondono perfettamente su ghiaia, terra battuta, e qualche pietra, cosi provo ad entrare nel bosco praticando qualche singolo track, bici che scivola bene se non fosse per qualche ramo in mezzo la strada è qualche pietra bella grande.

Capisco che non è possibile sostituirla alla MTB, una sorella minore, che con un buon bikers può spingersi molto bene sugli stessi percorsi, ma bisogna avere esperienza per poter scavalcare gli ostacoli.

Posso dire anche nel secondo test che la bici ha risposto bene per quelle che sono le nostre esigenze territoriali.

Certo non ho trovato fango ma credo che sgonfiando la pressione si possa avere un ottimo grip, forse la differenza con la MTB è la postura, comandare lo sterzo risulta un pò più scomodo sulla GRAVEL essendo appoggiati sopra e con una larghezza inferiore, quindi a conti fatti solo un vero asso nella terra può portarla per bene, consigliato a chi inizia da poco di percorrere solo terreni battuti.

Ancora una prova l’ho voluta fare in città, si nella giungla urbana.

Muoversi con la bici ormai sta diventato un uso comune di tanta gente e perché non farlo con una gravel??

Abbiamo organizzato un uscita serale di 30km ed in più ho girato un intero pomeriggio per servizi, la comodità è a livelli massimi, certo con una buona sella (comoda) ancor di più sopratutto se non si usa fondello.

Dotato di luci ben forti, in modo che l’automobilista più sciagurato possa vedermi ho scorrazzato in tutta la città sia su piste ciclabili che no, ed ho trovato tutto divertente e poco stressante farlo.

Di solito si pensa che camminare in città sia solo per passeggio ma vi posso garantire che molti dei miei allenamenti vengono fatti cosi.

La bici ha risposto positivamente anche se la mancanza di cavalletto e la mancanza di rastrelliere rende difficile parcheggiarla avanti ai negozi o agli uffici.

In conclusione posso dirvi che la bici GRAVEL è una bici multifunzione, che non sostituisce le altre ma da la possibilità di affrontare qualsiasi nostra voglia, senza star lì ad avere 3 bici.

Freni a disco idraulici la rendono sicura su tutti i terreni e condizioni atmosferiche, ottima per viaggi medio e lunghi, le geometrie morbide la rendono comodissima anche per molte ore, certo non sarà scattante come una stradale, ma in fondo correre e non godersi il panorama non ha senso.

Consigliata per tutta quella gente che si avvicina al mondo delle bici, e sta lontano dalle corse.

Mi piacerebbe provarla in qualche viaggio, ma al momento possiamo girare solo nei dintorni, ma chissà un giorno posso testarla anche con un carico e con percorsi da più di qualche giorno.

Diverse aziende producono borse da viaggio ma io ho trovato davvero interessanti quelle di BRN, le BIKEPACK, materiali top per un esperienza di viaggio unica.

Sul sito potete scoprire tutte le tipologie di borse e scegliere quelle più adatte alle vostre esigenze.

https://www.brn.it/BRN-Catalogo-Online-ITA.html

Alla prossina

Marco Zavattini

Sapete perché mi emoziona parlare di bici

Perche loro rappresentano le nostre storie…
Le nostre libertá…

È vero si, noi pedalatori ci
isoliamo ..

Ma poi nel momento del ritorno , abbiamo mille storie diverse da raccontarvi.

spazio_bike

ZAVATTINI MARCO

Cicloturismo Foggia – Percorso FG – San Giovanni Rotondo – Borgo Celano e ritorno

Salire dalle nostre parti non è molto facile, bisogna macinare almeno dieci chilometri per poter raggiungere qualche salita.

Questo percorso può essere fatto un po’ in tutti i periodi perché la salita di San Giovanni è esposta al sole ma soprattutto non ha pendenze esagerate.

Ci sono ben due modi per poterla affrontare, dalla statale 89 che porta a Manfredonia oppure dal bivio dea strada provinciale 28 che viene da Arpinova.

Il percorso che abbiamo affrontato oggi parte da Foggia, verso Manfredonia sulla 89 e si prosegue per San Giovanni Rotondo al bivio prima della salita Santa Lucia.

Più o meno venti km di tranquilla pianura ottimi per un buon riscaldamento, al bivio inizia una leggera salita, molto spesso con il vento di faccia, che dura 10 km ad una pendenza media del 2%, da li in poi inizierà la vera e propria salita di San Giovanni.

Cinque tornanti, pendenza media del 5% ed un dislivello totale di 350metri su sei chilometri.

Una volta arrivati in centro, bisogna proseguire per il santuario, se si ha tempo, bisogna farne visita assolutamente, come ben si sa Padre Pio ha lasciato nei nostri cuori un segno incancellabile.

Per proseguire bisogna seguire le indicazioni Borgo Celano, situato a pochissimi chilometri e con un sali scendi veloce, sarà la boa di ritorno, preparatevi ad affrontare ben 13 chilometri di discesa e il restante del percorso più o meno altri 15 chilometri di pianura passando per Arpinova.

Allo svincolo con la statale 89 siamo in dirittura d ‘arrivo cinque chilometri e siamo a Foggia.

Ora vi lascio un po’ di numeri-

KM 80

DISLIVELLO COMPLESSIVO 945 mt

TEMPO TOTALE +/- 3 ORE

PERIODO DELL’ANNO da FEBBRAIO a SETTEMBRE

Godetevi questo bel video fatto in compagnia di alcuni cicloamatori di Foggia-

Buone Pedalate

Zavattiin Marco

Cicloturismo Foggia – Salita Ruggiano – Manfredonia (FG)

Abbiamo pedalato sulla salita di Ruggiano, stupendo il percorso che porta da Manfredonia a San Salvatore sulla strada provinciale 57.

Una pendenza media del 5,5%, 5 tornanti ed un bel vedere fantastico su tutto il golfo di Manfredonia.

I primi chilometri danno l’impressione di una salita dura, poche curve e la strada che sale verso un muro di pietra, ma poi al primo tornante s’inizia a godere di una vista stupenda.

Interamente esposta sul mare fino al bel vedere, e qualche centinaio di metro prima un arco di pietra che la contraddistingue, conosciuta come la salita del “buco” da tutti i ciclisti della zona, ottima per allenamenti invernali, oggi ho avuto il piacere di pedalare con Andrea.

Usata anche per poter raggiungere San Giovanni Rotondo o Monte Sant’Angelo, passando per il borgo di San Salvatore.

San Salvatore fa parte del comune di Manfredonia, e dista più o meno 10 chilometri dal centro.

Godetevi il video!!! E tutte le info per poter raggiungere il punto di partenza.

https://youtu.be/C9TjTnH_LeE
https://it.wikiloc.com/percorsi-gravel-bike/localita-d-32-66184311 (Manfredonia – San Salvatore ) su #wikiloc

#cicloturismopuglia

Test occhiali – MAX GLASSES WIDE by BRN

” Guardare attraverso gli occhiali da sole può essere una scusa o un buon motivo “

Zavattini Marco

Grazie a BRN abbiamo avuto il modo di poter testare i nuovi occhiali MAX WIDE.

Lenti infrangibili, filtro solare UV 400, categoria solare SMOKE 3.

Design innovativo, leggerissimi, quasi a non sentirli.

Ottimi indoor e all’aperto con tutte le situazioni atmosferiche, consigliati nel bosco come protezione da rami.

Scopriteli in questo video .

Buon visione!!

Libro- PEDALA!

Il romanzo di chi ha voluto la bicicletta

E’ la prima volta che parlo di un libro.

Questo libro mi è stato regalato da mia madre per il compleanno del 2018, ne avevo letto solo una metà per via di alcuni impegni e traslochi vari, ma finalmente ho finito di leggerlo.

Consiglio questo libro a tutti gli amanti della bicicletta e perché no delle corse ciclistiche.

La storia di Davidino figlio di Adriano De Zan storico telecronista delle rete Rai.

Dalla sua prima bici con rotelle fino a diventare giornalista e conduttore televisivo ed inviato di Giro d’Italia, Tour, Olimpiadi e Grandi Classiche, passando per esperienze di vità che con un susseguirsi di eventi lo porteranno ad amare ed odiare la stessa bicicletta, per poi concludersi in una volata davvero emozionante.

Una storia vera, con racconti di ciclismo, e non solo di storie che già conosciamo ma anche retroscena inediti che vi faranno emozionare.

Una cosa che mi è piaciuta molto è l’inserimento ad ogni capitolo di una frase detta da campioni di ciclismo come Pantani, Basso, Cipollini, Adorni, Moser e tanti altri.

Prima ancora di vincere o perdere, il ciclismo è rispondere “Presente! Io ci sono”.

FRANCESCO MOSER

Il senso della vita è guadagnarsi e meritarsi le cose che ottieni, accettando la fatica e imparando dalle sconfitte.

IVAN BASSO

Non solo ciclismo ma anche storie d’amore sono scritte in questo fantastico libro, perché in fondo tutti i pedalatori conoscono qual’è la forma migliore dell’amore.

Ad ogni pedalata il ciclista diventa un tutt’uno con la propria bici cosi come nell’amore dove due battiti ne diventano uno solo.

Zavattini Marco

Il rumore della neve

Nevicata. La metamorfosi del mondo avviene in silenzio.
(Heinrich Wiesner)

Vivere al sud dell’italia ha tanti vantaggi, sopratutto per il clima.

Forse nel foggiano tira un pò di vento, ma vuoi mettere il caldo nelle giornate invernali, non lo cambierei con nessun’altro posto.

Ed è proprio in una giornata calda, a Gennaio, quindi in pieno inverno che ho riscoperto il piacere di pedalare sulla neve.

Non sempre la neve arriva qui ma quando lo fa diventa un evento, quest’anno ha fioccato sul Gargano e sui Monti Dauni e noi a Foggia ci siamo presi tutto il gelo, come sempre.

Con con qualche amico di MTB avevamo già parlato e ci stavamo organizzando, ma un pò le restrizioni Covid, un pò il lavoro ed anche il brutto tempo, organizzarsi è stato veramente difficile.

Cosi in una giornata stupenda 15 gradi, ad ora di pranzo ho deciso di avventurarmi, chiuso il negozio una mezz’ora prima, ho preparato tutto quello che poteva servirmi, caricato la MTB in macchina e mi sono avviato verso San Giovanni Rotondo, tre quarti d’ora di macchina per raggiungere il posto, a bordo strada un pò di neve, ma sembra essersi già sciolta, per raggiungere il posto si è sempre esposti al sole quindi molta neve ormai era acqua, ma continuo imperterrito il mio viaggio sperando di trovarla all’interno del bosco .

Eccomi arrivato!!

Zona Principessa, scendo dalla macchina, e mi blocco, si respira un’aria pura, inizio a godermi quel silenzio pieno di rumore, ad osservare gli alberi e tutto quello che mi circonda, una sensazione di purezza.

Di solito in quel posto ci sono sempre mucche che beate pascolano nella loro terra, invece questa volta è tutto bianco, tutto cosi surreale.

Inizio il mio giro, si sta bene la temperatura è ottima, pedalo per qualche chilometro fino al punto panoramico, ci sono io ed i fiocchi che continuano a cadere senza mai fermarsi, hanno trasformato quel bosco in un posto incantato.

Dopo qualche difficoltà alternando alle pedalate anche un pò di camminata raggiungo Coppa d’Incero (949 m.s.l.m) e con la bellissima giornata che ho trovato è stato possibile vedere le Tremiti , il lago di Cagnano Varano e il maestoso Monte Calvo ed è qui che ho iniziato a sentire il rumore della neve.

No non sono impazzito, non sò se sarò bravo a spiegarmi ma la sensazione che ho provato non capita tutti i giorni.

Ritrovarsi sulla neve, solo, in un silenzio misterioso e ad un tratto sentire rumori famigliari, i campanacci delle mucche, il trotto dei cavalli, bambini che giocano lanciandosi palle di neve, uccelli che volano, fidanzati che cercano di accendere un piccolo falò per riscaldarsi e lupi che ti osservano da lontano, la mia mente viaggiava in quell’atmosfera surreale mentre i fiocchi di neve scendevano e si depositavano su di me e su tutta la terra circostante.

Poi dopo qualche attimo passato a sognare, ho ripreso la mia bici ed ho iniziato a scendere ritornando alla macchina e alle mie solite abitudini, carico di adrenalina e con il cuore sorridente!

Zavattini Marco

29 Gennaio 2021

Questo il link del video

GUIDA PER LA MANUTENZIONE DELLA BICICLETTA

ATTREZZATURA

In questo breve manuale cercherò di spiegarvi un po’ tutta l’attrezzatura necessaria per poter affrontare tutti i problemi, sia nel proprio box che durante un viaggio.

Iniziamo a parlare di attrezzatura base:

Chiavi a brugola

Chiavi torx

Tronchese

Smagliacatena

Estrattore ruota libera o pignoni

Cacciagomme

Cacciaviti a croce o a intaglio

Chiavi inglese

Tira raggi

Pinza

Questi sono una serie di nomi, di cui sentirete parlare spesso nei miei manuali, ed oggi vi voglio spiegare a cosa servono.

CHIAVI A BRUGOLA E CHIAVI TORX

Le chiavi a brugola e le chiavi torx posso essere di diverse misure, si parte da 2mm fino ad arrivare anche a 12mm, ogni bici si differenzia, quindi è opportuno conoscere il proprio mezzo per poter organizzare al meglio il borsello da viaggio.

Chiavi a brugola, e chiavi torx hanno una presa ottima, e favoriscono il serraggio.

Sulle bici sono spesso usate per i reggisella, gli attacchi manubrio, i freni e sopratutto le regolazioni più precise come cambio e deragliatore.

Consiglio: Esistono in commercio chiavi a testa tonda per favorire il lavoro.

TRONCHESE

La tronchese non deve mai mancare in un officina che si rispetti, e un attrezzo tagliente, può servire per cavi, guaina, fascette, o qualsiasi materiale rigido.

Non bisogna perfora portarla con se nelle uscite in bici, ma averla appesa al proprio pannello officina da sicurezza sia nei tagli che nelle rifiniture.

Consiglio: Usarla solo in casi necessari e con prudenza, per l’entità del taglio.

SMAGLIACATENA

Strumento fondamentale sia in officina che fuori. Lo smagliacatena è un po’ il nostro salvatore in caso di rotture. Certo usarlo non è facile, ma averlo è fondamentale.

In officina si può usare uno smagliacatena professionale, in grado di farci aprire, chiudere o accorciare catene di qualsiasi velocità, in viaggio si può portare un multi-tool che lo comprende, l’importante e che sia adatto alla nostra catena.

Consiglio: Procuratevi una catena vecchia e provate ad usarlo. Mi ringrazierete, sopratutto se romperete la catena nel bosco.

ESTRATTORE RUOTA LIBERA O PIGNONI

Un vero amatore che si diletta nell’auto-officina non può non averlo. Serve per smontare il pacco pignone e si differenzia tra modelli semplici o più complessi. Ed esistono diversi tipi. Il modello per bici da corsa va usato insieme alla frusta, e serve per svitare la ghiera finale, a differenza del pignone a vite, dove l’estrattore svita direttamente tutto il corpo.

Consiglio: Acquistate questo prodotto di qualità buona, se no al primo uso rimarrete fregati.

CACCIAGOME O LEVAGOMME

Da portare sempre con se, esistono di diverso materiale, plastica o acciaio. Quello in plastica comodo, leggero, ma se usato male può rompersi. Consigliato per cerchi in carbonio o alluminio.

Leva-gomme in acciaio indistruttibili ma pericolosi per i cerchi di un determinato valore.

Consiglio: Portatevi dietro sempre 2 o 3 leva-gomme in plastica, ma anche 1 in acciaio, non si può mai sapere.

CACCIAVITI A CROCE O INTAGLIO

Utensile base per l’officina, che sia a croce o ad intaglio, bisogna averne di diverse misure,anche lunghezze. Da portare dietro basta quello nel multi attrezzo, non ci sono grandi perni da stringere in bici.

Consiglio: Controllate la vite di fine corsa cambio, di solito ha un perno a croce, e li dovete portarvi dietro un giravite.

CHIAVI INGLESE

Che siano dadi o bulloni poco importa, per tutto ciò ci sono le chiavi inglesi. Da 6mm a 22mm, questo è il range per comporre una serie abbastanza fornita. Su bici datate la presenza è maggiore, formate da una parte fissa ed una a stella le chiavi inglesi hanno una forza di serraggio spettacolare.

Consiglio: se il vostro fai da te è alquanto avanzato, procuratevi le chiavi inglesi a cricchetto.

TIRA RAGGI

Compagno di viaggio, indifferentemente se sapete usarlo o no.

Può servire anche solo per tirare qualche raggio lento, dopo una cavalcata con la vostra gravel, o può essere usato per avvitare dei raggi spezzati e sostituiti.

Saperlo usare non è semplice e richiede molta pazienza. Paragono il centraggio della ruota ad un quadro.

Nel momento in cui un artigiano con la sua esperienza centra una ruote e come se un pittore stesse dipingendo un quadro, non importa lo stile o i colori, è pur sempre un opera d’arte .

Consiglio: A tempo perso iniziate a smontare qualche raggio e rimontarlo, però mi raccomando fatelo su ruote da buttare.

PINZA

Sostituiscono le nostre mani e ci omaggiano della loro forza, noi non potremmo mai mantenere un filo teso e tirato senza il loro aiuto, indispensabile non solo nella nostra officina ma anche nelle nostre uscite. Ho imparato nel tempo ad averne una un po’ ovunque, qualche volta mi è stata utile anche facendo trekking.

Consiglio: Esistono in commercio pinze pieghevoli comode da portar dietro.